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Gli approcci glottodidattici

Metodo grammaticale traduttivo
Metodo audio-linguistico o audio-orale
Metodo diretto
Metodi funzionali
Approccio comunicativo
Approcci umanistico-affettivi
La glottodidattica degli anni '80

Qual è l'approccio metodologico più adeguato ed efficace per insegnare l'italiano L2 agli alunni immigrati che hanno nello stesso tempo la necessità di imparare a comunicae e a studiare nella nuova lingua?

Una ricerca del Centro COME di Milano rileva che due sono le impostazioni prevalenti a cui si richiamano gli insegnanti facilitatori:
un approccio di tipo grammaticale centrato sulla riflessione linguistica e sulla progressione delle strutture grammaticale
un approccio che si richiama ai metodi comunicativi- attivi e si realizza intorno allo spazio del laboratorio linguistico.

In entrambi i casi il tempo dedicato alle attività di lettura e scrittura e di prima alfabetizzazione o rialfabetizzazione è preponderante. I momenti guidati di laboratorio dovrebbero costruire ancoraggi di base per sostenere gli apprendimenti spontanei (momenti di gioco, interazione spontanea) e per seguire nei tempi più rapidi possibile il curricolo comune.

Il momento dell'intervento didattico dell'italiano L2 finisce in questo modo per essere definito esclusivamente sui tempi della scuola e finisce per essere un percorso di sostegno con lo scopo prevalente di inseguire il programma comune in una corsa che per l'apprendente straniero si rivela una corsa ad ostacoli.

Nella tabella ( tratta da G. Favaro, Insegnare l'italiano agli alunni stranieri,La Nuova Italia, Firenze), in sintesi vengono presentate le caratteristiche di alcuni metodi glottodidattici per l'insegnamento dell'italiano L2.

Nell'approfondimento1 si possono trovare esempi di esercitazioni linguistiche impostate su dieversi metodi ed approcci.

Metodo grammaticale traduttivo

E' l'approccio più tradizionale per l'apprendimento delle lingue seconde e straniere. Si basa su un percorso di apprendiemnto di tipo scolastico, graduato in base alla progressione linguistica.

In genere si sviluppa attraverso le seguenti attività:
  • spiegazione di una regola attraverso l'utilizzo di frasi esemplificative
  • vocabolario presentato in liste bilingui
  • uso di testi che enfatizzano la regola e prevedono l'uso del vocabolario
  • esercitazioni, comprendenti anche traduzioni, mirate a consolidare l'uso della regola e del lessico
L'insegnante utilizza la L1 e lo sviluppo delle competenze comunicative è secondario rispetto alle competenze linguistiche. La lezione è di tipo frontale e spesso si basa su un testo strutturato.

Metodo audio-linguistico o audio-orale

Di solito l'attività inizia con un dialogo che contiene le strutture e il lessico della lezione. Lo studente deve memorizzare il materiale linguistcio proposto attraverso quattro possibili tipi di attività:
  • la ripetizione con attenzione alla pronuncia di frasi modello (pattern)
  • la sostituzione (ad es. Questo animale è un .....[cane, gatto,...]
  • la trasformazione (ad esempio cambiare una frase da negativo a positiva)
  • la traduzione
Alla fine degli esercizi vi è di solito la presentazione esplicita della regola.
I materiali didattici utilizzati comprendono oltre ai testi cassette e documenti video.
Viene dato rilievo soprattutto alle abilità orali e alla fonologia.
Il docente è il leader delle attività: organizza le attività individuali, stimola gli apprendenti, rappresenta il modello linguistcio da imitare.

Metodo diretto

Le reazioni al formalismo grammaticale traduttivo furono raccolte sotto l'etichetta di metodo diretto, di cui il metodo "Berlitz" fu la realizzazione più famosa.
Il metodo ebbe fortuna soprattutto nei paesi di forte immigrazione dove si avvertiva l'urgenza di far apprendere agli immigratoi la lingua di arrivo.

Caratteristiche del metodo diretto:
  • non è ammesso l'uso della L1
  • le lezioni iniziano con dialoghi in L2
  • l'azione è utiizzata per chiarire i significati
  • la grammatica viene appresa induttivamente
  • anche la cultura straniera è insegnata induttivamente
  • l'insegnante deve essere native speaker, o avere una competenza pari ad un parlante nativo
Una variante del metodo diretto è costituita dal metodo dell'immersione totale.

Metodi funzionali

Lo sviluppo degli studi sugli aspetti pragmatici della lingua porta a dare rilievo agli aspetti opeartivi, alla strumentalità comportamentale dei processi linguistici.

Sul piano didattico si enfatizza l'aspetto pragmatico, trascurando la grammatica. L'apprendente viene considerato un attore sociale, quindi l'apprendimento linguistico ruota intorno ai bisogni di comunicazione dell'apprendente.

Si elaborano sillabi nozional-funzionali in cui si definiscono funzioni, situazioni, argomenti e forme linguistiche proprie di gruppi specifici di discenti. Si vanno poi a definire le forme e le strutture connesse a tali bisogni.
Le strategie didattiche utilizzate sono eclettiche.

Approccio comunicativo

L'approccio comunicativo nasce all'iizio degli anni '70 come reazione alle forme di insegnamento basate sul metodo grammaticale traduttivo e su quello audiorale.

Uno degli apporti fondamentali è quello di Hymes che contappone
competenza comunicativa= capacità di usar la lingua in modo appropriato rispetto alla situazione e allo scopo linguistico

competenza linguistica= capacità del parlante di riconoscere e produrre enunciati grammaticali corretti.
La competenza d'azione, infatti, costituisce uno degli assi portanti della didattica comunicativa.

Tra le caratteristiche dei metodi che si rifanno all'approccio comunicativo segnaliamo:
  • dimensione testuale
  • uso di materiale linguistico autentico
  • struttura per unità didattiche
  • approccio alla grammatica in prospettiva comunicativa
  • centralità dell'apprendente

Approcci umanistico-affettivi

Gli approcci umanistico affettivi comprendono una serie di metodi che si sono sviluppati soprattutto negli Stati Uniti a partire dalla metà degli anno '60.
Il refente più diretto di questo metodo è la psicologia umanistica di C.Rogers.
L'obeittivo è trovare un percorso didattico che minimizzi le resistenze di carattere psicoaffettivo. Ad esepio la percezione negativa di sè, un rapporto competitivo con i compagni, un rapporto problematico con il docente possono compromettere l'apprendimento.

Le caratteristiche comuni ai metodi, anche molto diversi tra loro, che si possono ricondurre a questo approccio sono:
  • centralità dell'apprendente
  • valorizzazione del patrimonio affettivo dell'apprendente
  • rimozione dei fattori ansiogeni
  • uso di tecniche di rilassamentoi e musicali
  • l'insegnante deve essere un po' psicologo, un po' animatore
A questo approccio, secondo la classificazione di Serra Borneto, si possono ricodurre i seguenti metodi:

La glottodidattica degli anni '80

Intorno agli anni '70 si assiste ad una vera e propria rivoluzione nella didattica delle lingua. Da allora fino ad oggi l'approccio comunicativo è diventato l'asse portante della didattica delle lingue moderne.

L'impressione generale è che, lasciato da parte il riferimento ad un metodo univoco, si tenda oggi a fare uso di un insieme ecclettico di procedimenti di vario genere, più o meno moderni.

"Nel complesso appare chiaro che l'evoluzione delle proposte di insegnamento negli ultimi anni va dall'applicazione di metodi solidamente incentrati sulla lingua e la descrizione sistematica delle sue caratteristiche, in cui l'insegnante svolge un ruolo dominante, via via verso approcci sempre più eterogenei, che fanno leva su un ruolo più attivo del discente e quindi attenti alle sue esigenze e ai suoi bisogni.

La lingua si identifica sempre di più con una serie di comportamenti (individuali, sociali, interculturali) che sfuggono ad una sistematizzazione precostituita e l'insegnante in linea di principio deve essere estremamente elastico, reattivo, autonomo nella concezione e nella gestione della didattica" (Serra Borneto).

Va quindi auspicata da parte dell'insegnante la capacità di saper programmare con precisione la propria azione, definendo accuratamente gli obiettivi, scegliendo criticamente contenuti e metodi, valutando strategicamente gli esiti a lungo e medio termine. Alla base di questa capacità didattica sta anche la conoscenza storica e teorica della glottodidattica.

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