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Sulla base della C.M. 73/1994 sono stati considerati quattro punti entro i quali gestire il dialogo con i Dirigenti Scolastici o con i Referenti intervistati.
A questo proposito è necessario precisare che le attivazioni di progetti specifici e buone pratiche riguardano, soprattutto, scuole secondarie superiori presenti sul territorio comunale di Udine. Questo è facilmente spiegabile anche considerando la maggiore presenza di studenti stranieri negli istituti della città.
Come prima descrizione, ci soffermiamo sulle attività di due associazioni coinvolte nell'attivazione di buone pratiche in molte scuole della Provincia di Udine.
Ce.S.I. Centro di Solidarietà agli immigrati
c/o Scuola Elementare Dante Alighieri,
via Dante Alighieri, 7 - 33100 Udine (UD)
l'intervento al momento dell'iscrizione, volto a compiere la traduzione verbale di documenti, o, qualora non sia
presenti, di risalire alla biografia scolastica dell'alunno grazie alla comunicazione con i genitori.
Inoltre viene fornito un supporto alla famiglia nella scelta del nuovo percorso d'istruzione del proprio figlio
collaborazione con gli insegnanti per la valutazione delle competenze, delle conoscenze e del livello con
l'obiettivo di produrre una relazione che agevoli il Collegio Docenti nella scelta della classe d'inserimento
l'intervento linguistico e culturale rivolto sia all'alunno neo-arrivato che ai compagni.
I fini che quest'azione cerca di conseguire sono la trasmissione di sicurezza al alunno accolto e l'importanza di mantenere la propria identità/cultura, anche nel nuovo contesto sociale.
Dando all'alunno, inoltre, le basi della lingua italiana lo si pone in condizione di interagire con il nuovo ambiente e di avviare una naturale contaminazione tra la cultura d'origine e quella italiana.
Per favorire questo delicato e lungo processo si coinvolgono anche i compagni di classe in attività che valorizzino e aiutino a conoscere il Paese di provenienza del nuovo arrivato, così da creare un clima di reciproco rispetto.
La metodologia con cui si interviene dà ampio spazio al gioco, alla musica, alla produzione manuale e alla lettura comparata di testi narrativi della tradizione del nuovo Paese e di quella italiana
l'intervento nella relazione scuola famiglia, necessario per introdurre i genitori al sistema scolastico
italiano e per spiegare agli insegnanti le difficoltà relative alla partecipazione dei nuovi arrivati alle attività
proposte
l'intervento di interpretariato nella relazione con operatori socio-sanitari. Qualora il mediatore rilevi
delle difficoltà nel bambino/ragazzo neo-arrivato, queste devono essere comunicate alla scuola, così da poter
intervenire con dei percorsi personalizzati e di sostegno
Le attività del Ce.S.I. sono finanziate attraverso convenzioni con le scuole, che ricevono i fondi per l'attivazione dei progetti di mediazione linguistica e culturale dalla Regione
Durante gli interventi, invece, possono sorgere difficoltà qualora il mediatore debba collaborare con un insegnante che è alla prima esperienza d'accoglienza e di inserimento di un alunno neo-arrivato. In questo caso, ci sono fraintendimenti sul ruolo del mediatore: tale figura professionale può preparare le basi per l'integrazione, ma certamente non può rispondere in modo completo, in 30-40 ore d'intervento, a tutti i bisogni dell'alunno, sui quali deve continuare a lavorare l'insegnante.
R.U.E. -. Risorse Umane Europa
Via G. Giusti, 5 - 33100 Udine (UD)
0432-227547 o 0432-26813
c/o IPSIA "Flora"
Via Poffabro,1 - 33170 Pordenone (PN)
www.risorseumaneuropa.org
Scuola Primaria Integrata "XXX Ottobre"
Via V Novara
33050 Pozzuolo del Friuli
0432-669230
I primi nuclei famigliari sono giunti in coincidenza con la guerra iugoslava all'inizio degli anni novanta. In realtà, però, le sperimentazioni sull'inserimento scolastico di alunni stranieri risalgono agli anni Ottanta, quando rientravano in Italia i figli degli emigranti. In quel periodo non c'era un quadro legislativo preciso, bensì solo norme generali. Già allora si erano mossi i primi passi di collaborazione con l'esterno, precisamente con il servizio di assistenza sociale.
La forza dei progetti realizzati consiste in una tradizione storica, con costante ricerca di istituzionalizzare i rapporti tra gli enti coinvolti, per dare indicazioni permanenti in tema di accoglienza e inserimento dei neo-arrivati nel territorio.
L'attuale protocollo d'accoglienza, che coinvolge il Comune di Udine, quello di Pozzuolo, la direzione didattica di Campoformido, la Scuola Media "G. B. Bertoli" di Pasian di Prato, l'associazione Centro di Accoglienza "E. Balducci", e il Ce.S.I., opera per l'inserimento scolastico degli alunni stranieri alle elementari e alle medie e rientra nel progetto più ampio di Scuola Integrata16, un progetto per la cui realizzazione si è incominciato ad operare fin dalla fine degli anni Novanta.
L'innovazione, su cui si fonda il nuovo modo di pensare la scuola, è la volontà di far intervenire l'ente comunale nello spazio educativo. La difficoltà di convincere il Comune di possedere un ruolo educativo e farlo sedere insieme ad altri partner ad un tavolo paritario, gestito dalla scuola, è stata molta. Nel momento in cui, cinque anni fa, si è costituito il Gruppo Interistituzionale, si è lentamente realizzata una rete educativa territoriale a cui anche le associazioni partecipano, offrendo un'importante contributo all'accoglienza e inserimento dei ragazzi stranieri nell'ambiente locale.
Il progetto Scuola Integrata ha ottenuto un riconoscimento di qualità anche dal Ministero dell'Istruzione, vincendo il concorso alla sua IV edizione (maggio 2002), Cento Progetti al servizio dei cittadini, promosso da Formez.
I parametri considerati nella selezione erano:
Se, da un lato, il successo di questo percorso di progettazione trova valido supporto nella lunga tradizione di accoglienza che si è maturata sul territorio, dall'altro è stato determinante l'impegno nella conoscenza del quadro legislativo nazionale e internazionale che governa il tema su cui si intendeva intervenire. La legge deve essere una risorsa che consente di operare.
Al centro del progetto c'è il bambino, considerato nella sua unicità e globalità di persona, e la sua famiglia.
Il tentativo è quello di riuscire a far interagire i diversi spazi educativi in cui il minore vive per garantire il suo benessere personale. In quest'ottica l'attività integrata cerca di costituirsi anche come prevenzione sociale all'emarginazione e ai possibili disagi giovanili.
La nuova scuola, inoltre, grazie alla collaborazione con gli enti del territorio, si è impegnata in una didattica che lega indissolubilmente il "sapere" con il "saper fare". Sono stati attivati moltissimi laboratori che consentono ai piccoli studenti di confrontarsi in modo pratico con concetti teorici e astratti. Durante l'esperienza ognuno di loro compila un diario di bordo in cui viene indicato che cosa è stato imparato, ciò che è piaciuto e le sensazioni/emozioni provate. In questo modo l'apprendimento coinvolge l'intera figura dell'allievo, spaziando dalla sua sfera cognitiva a quella affettiva. Questi laboratori in cui domina la comunicazione non-verbale sono molto importanti per gli alunni stranieri, perché consente loro di esprimere le proprie competenze, superando quello che inizialmente può essere l'ostacolo dell'italiano LINGUA2.
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Sulla base della C.M. 73/1994 sono stati considerati quattro punti entro i quali gestire il dialogo con i Dirigenti Scolastici o con i Referenti intervistati.
- Attivazione di un clima relazionale di cultura e dialogo
- Impegno culturale nell'insegnamento disciplinare e interdisciplinare interno alla scuola
- Svolgimento di interventi integrativi
- Adozione di strategie mirate (formazione insegnanti, interazione con Enti esterni, relazione con i familiari di ragazzi stranieri).
A questo proposito è necessario precisare che le attivazioni di progetti specifici e buone pratiche riguardano, soprattutto, scuole secondarie superiori presenti sul territorio comunale di Udine. Questo è facilmente spiegabile anche considerando la maggiore presenza di studenti stranieri negli istituti della città.
Come prima descrizione, ci soffermiamo sulle attività di due associazioni coinvolte nell'attivazione di buone pratiche in molte scuole della Provincia di Udine.
Ce.S.I. Centro di Solidarietà agli immigrati
c/o Scuola Elementare Dante Alighieri,
via Dante Alighieri, 7 - 33100 Udine (UD)
Finalità degli interventi all'interno delle scuole
La motivazione che anima gli interventi dell'associazione è il desiderio di favorire un inserimento sereno dei minori neo-arrivati nelle loro nuove classi. Le azioni promosse per conseguire questo fine coinvolgono tutti gli attori della relazione: innanzitutto l'alunno e la sua famiglia, ma anche gli insegnanti e il gruppo dei nuovi compagni.Descrizione delle attività svolte e indicazione dei canali di finanziamento
Le attività sono riconducibili a cinque grandi gruppi:I fini che quest'azione cerca di conseguire sono la trasmissione di sicurezza al alunno accolto e l'importanza di mantenere la propria identità/cultura, anche nel nuovo contesto sociale.
Dando all'alunno, inoltre, le basi della lingua italiana lo si pone in condizione di interagire con il nuovo ambiente e di avviare una naturale contaminazione tra la cultura d'origine e quella italiana.
Per favorire questo delicato e lungo processo si coinvolgono anche i compagni di classe in attività che valorizzino e aiutino a conoscere il Paese di provenienza del nuovo arrivato, così da creare un clima di reciproco rispetto.
La metodologia con cui si interviene dà ampio spazio al gioco, alla musica, alla produzione manuale e alla lettura comparata di testi narrativi della tradizione del nuovo Paese e di quella italiana
Le attività del Ce.S.I. sono finanziate attraverso convenzioni con le scuole, che ricevono i fondi per l'attivazione dei progetti di mediazione linguistica e culturale dalla Regione
Difficoltà nella preparazione e svolgimento degli interventi
La prima difficoltà è determinata dalla mancanza di fondi da cui attingere prima dell'avvio dei corsi. Il dipendere da risorse attribuite dopo l'erogazione dei servizi, infatti, ostacola il miglioramento dell'organizzazione dei servizi stessi, soprattutto per i mediatori che si trovano a dover anticipare tutte le spese relative alla prestazione lavorativa.Durante gli interventi, invece, possono sorgere difficoltà qualora il mediatore debba collaborare con un insegnante che è alla prima esperienza d'accoglienza e di inserimento di un alunno neo-arrivato. In questo caso, ci sono fraintendimenti sul ruolo del mediatore: tale figura professionale può preparare le basi per l'integrazione, ma certamente non può rispondere in modo completo, in 30-40 ore d'intervento, a tutti i bisogni dell'alunno, sui quali deve continuare a lavorare l'insegnante.
Progettazione in tema d'accoglienza e inserimento nelle scuole
Nelle scuole inferiori nelle quali il Ce.S.I. interviene con costanza, la progettazione è visibile; non è possibile esprimere un giudizio netto per le scuole secondarie superiori, dove gli interventi si sono intensificati nell'ultimo anno. Comunque, si rivela una maggiore sensibilità al tema dell'accoglienza negli ultimi anni.R.U.E. -. Risorse Umane Europa
Via G. Giusti, 5 - 33100 Udine (UD)
0432-227547 o 0432-26813
c/o IPSIA "Flora"
Via Poffabro,1 - 33170 Pordenone (PN)
www.risorseumaneuropa.org
Finalità degli interventi all'interno delle scuole
- Orientare e guidare le scuole alla progettazione di percorsi di inserimento degli alunni immigrati
- creare un collegamento con le scuole e le famiglie dei minori immigrati
- favorire il rapporto di minori ed adulti immigrati con il contesto sociale di accoglienza; avviare percorsi di alfabetizzazione in lingua italiana LINGUA2 per minori immigrati
- formazione dei docenti in ambito interculturale
Descrizione delle attività svolte e indicazione dei canali di finanziamento
Le attività si articolano in:- corsi di formazione per docenti, dove si approfondiscono temi sull'accoglienza e l'inserimento degli alunni neo-arrivati attraverso la metodologia della ricerca-azione e lo studio di caso
- corsi di alfabetizzazione in LINGUA2, principalmente nelle suole secondarie inferiori e superiori. Consistono in un pacchetto di 88 ore in cui i ragazzi si confrontano, a seconda del livello rilevato attraverso una prova iniziale sulle tre abilità indicate dal Framework (produzione orale, scritta e lettura), con gli elementi della lingua italiana. Si creano percorsi attenti all'educazione interculturale per facilitare l'interazione tra le consuetudini del paese di provenienza e quelle italiane
- consulenza alla progettazione
- interventi di mediazione linguistica, qualora richiesti dalle scuole
Difficoltà nella preparazione e svolgimento degli interventi
Le difficoltà degli interventi sono legate alla esigua partecipazione ed interesse alle problematiche interculturali da parte dei docenti e della scuola in generale.Scuola Primaria Integrata "XXX Ottobre"
Via V Novara
33050 Pozzuolo del Friuli
0432-669230
Attivazione di un clima relazionale di cultura e dialogo
A Pozzuolo c'è una lunga tradizione in tema di accoglienza straniera, sia per la presenza del Centro Balducci, sia per la maggiore facilità di trovare casa rispetto alla città di Udine.I primi nuclei famigliari sono giunti in coincidenza con la guerra iugoslava all'inizio degli anni novanta. In realtà, però, le sperimentazioni sull'inserimento scolastico di alunni stranieri risalgono agli anni Ottanta, quando rientravano in Italia i figli degli emigranti. In quel periodo non c'era un quadro legislativo preciso, bensì solo norme generali. Già allora si erano mossi i primi passi di collaborazione con l'esterno, precisamente con il servizio di assistenza sociale.
La forza dei progetti realizzati consiste in una tradizione storica, con costante ricerca di istituzionalizzare i rapporti tra gli enti coinvolti, per dare indicazioni permanenti in tema di accoglienza e inserimento dei neo-arrivati nel territorio.
L'attuale protocollo d'accoglienza, che coinvolge il Comune di Udine, quello di Pozzuolo, la direzione didattica di Campoformido, la Scuola Media "G. B. Bertoli" di Pasian di Prato, l'associazione Centro di Accoglienza "E. Balducci", e il Ce.S.I., opera per l'inserimento scolastico degli alunni stranieri alle elementari e alle medie e rientra nel progetto più ampio di Scuola Integrata16, un progetto per la cui realizzazione si è incominciato ad operare fin dalla fine degli anni Novanta.
L'innovazione, su cui si fonda il nuovo modo di pensare la scuola, è la volontà di far intervenire l'ente comunale nello spazio educativo. La difficoltà di convincere il Comune di possedere un ruolo educativo e farlo sedere insieme ad altri partner ad un tavolo paritario, gestito dalla scuola, è stata molta. Nel momento in cui, cinque anni fa, si è costituito il Gruppo Interistituzionale, si è lentamente realizzata una rete educativa territoriale a cui anche le associazioni partecipano, offrendo un'importante contributo all'accoglienza e inserimento dei ragazzi stranieri nell'ambiente locale.
Il progetto Scuola Integrata ha ottenuto un riconoscimento di qualità anche dal Ministero dell'Istruzione, vincendo il concorso alla sua IV edizione (maggio 2002), Cento Progetti al servizio dei cittadini, promosso da Formez.
I parametri considerati nella selezione erano:
- il carattere innovativo ed efficace
- sostenibilità educativa
- trasferibilità, cioè possibilità di riproporre il progetto in altre scuole con tutoraggio dell'istituto ideatore
Se, da un lato, il successo di questo percorso di progettazione trova valido supporto nella lunga tradizione di accoglienza che si è maturata sul territorio, dall'altro è stato determinante l'impegno nella conoscenza del quadro legislativo nazionale e internazionale che governa il tema su cui si intendeva intervenire. La legge deve essere una risorsa che consente di operare.
Al centro del progetto c'è il bambino, considerato nella sua unicità e globalità di persona, e la sua famiglia.
Il tentativo è quello di riuscire a far interagire i diversi spazi educativi in cui il minore vive per garantire il suo benessere personale. In quest'ottica l'attività integrata cerca di costituirsi anche come prevenzione sociale all'emarginazione e ai possibili disagi giovanili.
La nuova scuola, inoltre, grazie alla collaborazione con gli enti del territorio, si è impegnata in una didattica che lega indissolubilmente il "sapere" con il "saper fare". Sono stati attivati moltissimi laboratori che consentono ai piccoli studenti di confrontarsi in modo pratico con concetti teorici e astratti. Durante l'esperienza ognuno di loro compila un diario di bordo in cui viene indicato che cosa è stato imparato, ciò che è piaciuto e le sensazioni/emozioni provate. In questo modo l'apprendimento coinvolge l'intera figura dell'allievo, spaziando dalla sua sfera cognitiva a quella affettiva. Questi laboratori in cui domina la comunicazione non-verbale sono molto importanti per gli alunni stranieri, perché consente loro di esprimere le proprie competenze, superando quello che inizialmente può essere l'ostacolo dell'italiano LINGUA2.
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